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Antologia 2005

PASQUALE AMATO
VINCENZINA LAGANÀ

NOSSIDE 2005

Antologia del XXI Premio Internazionale di Poesia

Antologia del XXI Premio Internacional de Poesía

Anthology of the XXIth
International Poetry Prize

Poesie di
Poemas de
Poems of

Vincitrice Assoluta

Ganadora Absoluta

Outright Winner

Rosa Silverio

e dei Vincitori e
Menzionati Speciali

y de Ganadores y
Mencionados Especiales

and of Winners and
Special Mentioneds

Traduzioni
Traducciones
Translations

Maria Teresa Albano
Tiziana Barillà
Cibele Paim Batista
Mayerín Bello
Serena Cara
Mariela Johnson Salfrán
Adriano Laganà
Stefano Morabito
Fabio e Roberta Orlandini

Edizioni Città del Sole
Reggio Calabria
Città del Bergamotto - Italia


Gentili amiche, Egregi amici,

Il prezzo per una copia dell'Antologia "Nosside 2006" è di 7 €uro.

Ai Poeti e agli Amici del Nosside proponiamo un'Offerta Speciale per l'acquisto di copie
con diverse opzioni:

N.2 copie al costo di 10 Euro + 4 euro
per spedizione ordinaria o
5,20 per sped. prioritaria

N.6 copie al costo di 20 Euro + 4 euro
per spedizione ordinaria o
5,20 per sped. prioritaria

N.10 copie al costo di 25 Euro + 6 euro
per spedizione ordinaria o
8,00 per sped. prioritaria

Per ulteriori informazioni e le eventuali ordinazioni si prega di rivolgersi a

segreteria@centrostudibosio.it

segreteria@nosside.com

alla cortese attenzione della Segretaria Generale
Dott.ssa Vincenzina Laganà

PASQUALE AMATO
VINCENZINA LAGANÀ
NOSSIDE 2005

Antologia del XXI Premio Internazionale di Poesia

IL XXI NOSSIDE NEL SEGNO DELL’UNESCO
E DEL TRIONFO DELL’AMERICA LATINA

I risultati eccezionali della XXI Edizione del Nosside Internazionale testimoniano che il grande sogno dell’unico Premio globale di poesia è sempre più vicino alla realtà.
Innanzitutto è arrivato dalla sede mondiale di Parigi il prestigioso duplice riconoscimento dell’Unesco: Il Bosio è stato designato membro (è uno dei tre italiani) dell’UNESCO Global Alliance for cultural diversity (Alleanza Globale Unesco per la diversità culturale). E’ stato premiato l’incessante e coerente impegno fondato sul binomio locale-globale che contraddistingue il sodalizio sin dalla fondazione nel 1978. Il Premio di Poesia Nosside, progetto principale del Bosio (aperto a tutte le lingue del mondo e a tutte le forme di espressione) è stato inserito nell’autorevole Unesco World Poetry Directory (Direttorio Mondiale Unesco di Poesia).
In secondo luogo i concorrenti sono passati dai 307 del 2004 ai 403 del 2005. Sotto il profilo dei Paesi di provenienza vi è stato quasi un raddoppio col passaggio dai 13 Stati del 2004 ai 25 del 2005 (12 dell’Europa, 11 delle Americhe e 2 dell’Africa).
La babele delle lingue è giunta a 20, dalle più diffuse (italiana, spagnola, francese, portoghese) a quella della piccola minoranza grecanica di Reggio Calabria e a quella tschiluba del popolo congolese nel cuore dell’Africa.
Il versante dei premiati ha allargato anch’esso i suoi orizzonti con un trionfo di concorrenti dell’America Latina. La Vincitrice Assoluta Rosa Silverio - nata 27 anni fa a Santiago de los Caballeros, nell’isola di Santo Domingo – è stata altresì la prima non europea. Al suo fianco – nella rosa dei cinque Vincitori – si sono affermate Marissa Flora Arroyal del Venezuela, Fernanda Dannemann del Brasile e l’italo-argentina María Cristina Pannunzio. Hanno completato la rosa dei Vincitori l’italiana Maria Carmela Errico di Cerignola (Foggia) e il poeta della Serbia e Montenegro Andrija Radulovic.
Tra i Menzionati Speciali è stata confermata l’articolata partecipazione di espressioni linguistiche dei tre continenti e di varie forme di espressione (poesie scritte, in video e in musica).
I motivi di questa eccezionale crescita emergono dagli stessi risultati. Infatti la forza dirompente del Progetto Nosside è di avere sempre attuato con coerenza, serietà e imparzialità un’idea della poesia senza confini di lingue e di forme di comunicazione.
Grazie ad essa - e al metodo di far lavorare la Giuria su concorrenti caratterizzati da un numero - un poeta di Reggio Calabria (sede del Centro Studi Bosio, motore progettuale e organizzativo del Progetto) sa che ha le stesse chances di uno del paese più lontano e che non godrà di alcun favoritismo. E il concorrente del Cile o di Tahiti sa che sarà valutato alla pari di chi sta a Reggio Calabria.
Pertanto – tramite l’esempio del Nosside – il villaggio globale della poesia sta imparando a conoscere e ad apprezzare gli aspetti più positivi della Città del Bergamotto, l’agrume che essa possiede in esclusiva mondiale. La città che dalla punta dello stivale ha dato il nome all’Italia e che ha tra i suoi gioielli un Lungomare tra i più belli del mondo e il Museo Nazionale della Magna Grecia, uno dei più preziosi d’Europa.

Pasquale Amato
Docente di Storia nell’Università di Messina
Presidente del Centro Studi Bosio Aics e del Progetto Nosside

NEL “NOSSIDE 2005” UN DIAGRAMMA AGGUERRITO DELLA POESIA CONTEMPORANEA

Il “Nosside 2005”, registrando una straordinaria partecipazione di autori di tutto il mondo, si impone come un diagramma esemplarmente agguerrito della poesia contemporanea. Si misurano stili e linguaggi diversi, si incrociano le più intriganti tematiche: denominatore comune resta il desiderio dell’uomo di specchiarsi in un cristallo di enigmi, in un universo di immagini pronte a moltiplicare l’ignoto e le sue vertigini nella parola: isola e labirinto, suono e silenzio, comunicazione immediata ed elaborata officina.
“Unico bene indivisibile”, “lucertola” che osserva da lontano, la tristezza è fugace e si consuma in un tempo segreto: Rosa Silverio canta questo sentimento unico e sottile in una lirica dalla forte valenza intimistica che, andando dalla stagnante palude dell’inerzia al volo senza fine dei sogni, riesce a trovare un’ “àncora”. Abbagliata da un brivido cosmico, Marissa Flora Arroyal discende nel “ventre della terra” e intanto nelle contrazioni del tempo ogni visione sillaba una luce Sacra. Dal remoto buio della psiche queste due liriche emergono alla vastità senza confini dell’immaginario, delle ossessioni e del risveglio.
Ma accanto a tale linea di stravolti eventi si snoda, con Fernanda Dannemann, la quotidiana cronaca del grigio piccolo mondo, allucinato e stanco, di foglie e fiori di giardini, di un volto alla finestra, tra autunni e rose che muoiono e sguardi fermi sempre sugli stessi punti. Immutabile è il cerchio delle cose minime nelle quali però una storia sembra dilatarsi per restare sempre uguale. Vi sono, poi, nel breve e folgorato testo di Maria Carmela Errico, il “pudore” del sole dentro i vicoli visitati dall’ombra, o, nel più ampio respiro elegiaco di Maria Cristina Pannunzio, lo “stupore” tanto avvampante da nascondere anche il Paradiso. Nella circoscritta misura di un’impressione visiva o nella modulata cadenza memoriale cresce un ritmo di ricerca ansiosa di oggetti che divengono orizzonti. In questa zona di universi arresi al vagabondo andare degli sguardi di figure solitarie irrompono - ed è il caso della poesia di Andrija Radulovic - i clamorosi volti di un coro. Sono gli zingari che spargono i colori per i campi intonando le loro canzoni: Bende e fuochi in un’orgia di silhuettes fuggitive con addosso un “olezzo di primavera”.
Se le proposte dei vincitori del “Nosside” si collocano in una biblioteca di importante livello letterario, anche le risultanze dei Menzionati Speciali indicano il territorio di un ottima cifra espressiva.
Si intravedono linee forti che congiungono il segno carico di significati a strutture organizzate con sapiente solidità. Dalla coscienza della insostituibile funzione dei poeti, enunciata da Giuseppe Ambrogio (“Canta poeta e manda un messaggio/ a tanta gente che è sorda e muta…”) e dalla presa d’atto della loro visionarietà, sottolineata da Patricia Cabezas (“Ma la luce entra nell’abbondandanza dei vostri occhi…”), agli effetti scenografici ottenuti da Ana María Gonzáles (“Trema la furia virile del tuo corpo indiano, Uruguay, / la tua dorata guancia madreperla di sole e di cielo…”) e al resoconto miniaturizzato, per opera di Fausta Genziana Le Piane, di un’insignificante fatto che desta però uno stato di perplessità (“Accompagnata dalla nonna, / la bambina sferraglia, adagio/ sul marciapiede…”) e agli irreali inventari, stilati da Fernanda Mulin de Assis, di impegni esistenziali (“Io grido, chiedo, piango nell’anima mia, / per atti che mitigano l’odio di questa gente…”), i vari linguaggi trovano, nelle più intense ragioni di problematiche attuali, gli esiti espressivi più coinvolgenti: ora spettacolari, ora discreti e ripiegati.
Metafora del visibile andirivieni dei sogni, la brezza della sera in riva al mare costruisce, nel discorso lirico di Thomas Mussenge, un intrigato tessuto di annotazioni scandite da un variabile canto. Alle “radici” che “camminano dal cuore” si rivolge Antonio Nucera puntando tutto sulla memoria e non disdegnando qualche passo narrativo. Per Domenico Labate paesaggio e idee si fondono in un monologare impetuoso e accorato, in cui i timbri più dissimili si fondono in una sola striscia di confine, tra il non vissuto e il non pensato.
La soave cadenza di una dolce musica, stampata su un’immagine delicata e struggente si declina nel comunicativo testo dedicato da Vittorio Merlo a un “piccolo fiore”. Più ardita e slanciata in una schermaglia di esclamazioni anomale, altra lirica per musica, composta da Laura Seragusa, si intona alla terra come “sete e pianto” e grido desideroso di giustizia.

Giuseppe Amoroso
Docente di Letteratura Italiana nell’Università di Messina
Presidente della Giuria del XXI Nosside

XXI PREMIO DI POESIA INTERNAZIONALE
NOSSIDE 2005

GIURIA

PRESIDENTE GIUSEPPE AMOROSO
COMPONENTI: GIUSEPPE CARDELLO, CLOTILDE GRISOLIA,
ROSAMARIA MALAFARINA, ANGELO RIZZI, ANTONIO ROSSI

SEGRETARIA: VINCENZINA LAGANÀ

VINCITRICE ASSOLUTA
ROSA SILVERIO*
1978 - Santiago de los Caballeros (Republica Dominicana)

La mia tristezza

“Sentirsi solo non è esser privi di compagnia”. Questi versi, cupi come le ombre dell’autunno e allo stesso tempo lievi come petali che si staccano da una rosa, svelano la profonda dimensione umana e poetica di questa giovanissima scrittrice.
Il suo canto, raggiunge il regno degli angeli e si libera nel volo solitario di una rondine che sfida, senza il minimo timore, i rapaci della notte. Nel giardino della poetessa i fiori sono appassiti e la primavera ha perso i suoi colori. Forse rimane solo un esile filo d’acqua che faticosamente raggiunge il cuore, unico porto della speranza in cui approdare per trovare risposte o almeno sogni.

La mia tristezza*

La mia tristezza è mia, unica, egoista,
non la voglio spartire con nessuno
e nessuno n’è responsabile.
E’ una lucertola che mi osserva dal tetto.
vedo la sua coda tesa e le sue zampe minute,
i suoi occhi che guardano in nessuna direzione,
la sua serenità oscura e millenaria.
La mia tristezza è cosa d’un momento,
di qualche giorno, d’un mese
d’un tempo segreto e solitario,
giacchè quando tutti mi vedono sorridere
io ancora cullo questo sentimento sottile e delicato
che si allunga come il collo d’un cigno.
La mia tristezza è un’onda.
A volte mi fa cadere e mi porta in alto mare.
Io mi lascio andare…. Per caso ho altre vie d’uscita?
Apro sempre le braccia quando mi viene incontro.
Non la precedono uragani, né strappi, né fughe innecessarie.
C’è in me una predisposizione naturale,
una volontaria placidità davanti a questa forma d’essere
che nessuno comprende
e che non si aspetta d’essere compresa dal mondo.
La mia tristezza è un rifugio nel quale mi rannicchio
quando naufragano le navi e scoppiano gli esplosivi.
Sul suo seno mi addormento e dimentico i pesci volanti,
le lingue di serpente e i draghi azzurri.
La mia tristezza è uno stagno e un uccello.
La mia tristezza è un’ancora

 



*Traduzione di Fabio e Roberta Orlandini

 
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