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L’omaggio di Messina e Reggio Calabria
al grande poeta e patriota cubano
José Martí

“Yo soy un hombre sincero / de donde crece la palma...”: molti italiani conoscono almeno questi primi due versi di “Guantanamera”, la più famosa canzone cubana di tutti i tempi. Sono invece in pochi a sapere che questi e gli altri versi musicati nel 1920 da Joselito Fernandez sono tratti da un capolavoro della letteratura latino-americana e universale: l’eccezionale raccolta poetica “Versos Sencillos” di José Martí, un vero e roprio testamento del più grande interprete dell'identità cubana.
L’approccio ad una maggiore conoscenza della figura e dell’opera di José Martí è stato l’obiettivo che si è posto il prof. Pasquale Amato per la prima iniziativa nell’ambito dell’incarico affidatogli dal Rettore Tomasello di Delegato per i rapporti con l’Unione Europea e con l’America Latina.
Se il buon giorno si vede dal mattino, si può dire che l’esito è stato ampiamente positivo e fa ben sperare per il futuro.

Gli Appuntamenti della Giornata della Cultura Cubana nelle due Città dello Stretto sono stati organizzati dall'Università di Messina -Ufficio Rapporti con l'America Latina e dall'Ufficio Culturale dell'Ambasciata di Cuba, in collaborazione con il Centro Studi Bosio e il Circolo Allende di Reggio Calabria.


L’iniziativa, incentrata su due Incontri – svoltisi a Messina (Università) e a Reggio Calabria (Consiglio Provinciale) – è stata inserita nell'ambito della IV edizione delle Giornate della Cultura Cubana in Italia.

Per rendere omaggio alla figura di Martí (che per Cuba è la sintesi di Mazzini, Garibaldi e Cavour) e per onorare il Ventennale dei Premi Internazionali di Poesia Nosside (di cui Cuba è parte organica in quanto sede da cinque anni del Premio Nosside Caribe nella Fiera Internazionale del Libro dell'Avana) hanno partecipato l'Ambasciatore di Cuba in Italia - dott.ssa Maria de Los Ángeles Flórez Prida – e il Primo Segretario Culturale dell'Ambasciata Dott. Rubén Pino Martinez.

La versione italiana dei “Versos Sencillos”, affidata alla pregevole traduzione di Giampietro Schibotto, è un omaggio dei Premi Internazionali Nosside, unico concorso globale di poesia, plurilinguistico e multimediale, alla cultura e al popolo di Cuba. Un omaggio legato alla presenza nell’Isla Grande, nell’ambito della Fiera Internazionale del Libro dell’Avana, del Premio de Poesía Nosside Caribe, realizzato in collaborazione con l’Istituto Cubano del Libro e riservato a tutti i poeti del Caribe, dalle isole centroamericane al Messico, dal Venezuela alla Colombia.
Ha portato il saluto del Rettore (all’estero per un Congresso Scien-tifico) il Pro-Rettore prof. Mario Centorrino, il quale ha evidenziato che il nuovo incarico affidato al prof. Amato si muove nella direzione dell’internazionalizzazione, che rappresenta uno dei cardini del programma del Rettore prof. Francesco Tomasello. Perciò essa sarà seguita da parecchie altre con l’obiettivo di aprire l’Ateneo messinese a scambi sempre più articolati con i paesi dell’America Latina”.

Nell’Aula Magna dell’Ateneo, gremita in ogni sua parte, sono stati quindi per la prima volta ascoltati i magnifici “Versi semplici” del grande poeta cubano, illustrati con incisiva brillantezza dalla prof.ssa Ella Imbalzano e letti con garbo raffinato da Clotilde Grisolia accompagnata alla chitarra da Claudio Nastasi. A Reggio, nella Sala del Consiglio Provinciale, ha svolto una relazione sul contesto del pensiero latino-americano nell’800 la dott.ssa Italia Cannataro, Dottoranda di Storia della Facoltà di Scienze Politiche. A entrambi gli Incontri ha partecipato l'editore dott. Francesco Arcidiaco, titolare di Città del Sole Edizioni di Reggio Calabria.

Nato all’Avana nel 1853 e morto in combattimento nel 1895 nel primo anno della II Guerra di Indipendenza, Martí è stato una straordinaria personalità poliedrica, che ha saputo interpretare e rappresentare l’anima di Cuba come una espressione di grande originalità nel variegato universo dell’America Latina.
Poeta, scrittore, saggista e giornalista, è stato nel contempo il leader politico più prestigioso del processo di indipendenza dell’isola, la figura più eminente e più popolare della storia e della cultura di Cuba, il suo indiscutibile simbolo.
Nella sua Introduzione il prof. Pasquale Amato ha evidenziato che “Martí fu per Cuba ciò che Mazzini, Cavour e Garibaldi furono per l’Italia.Egli fu tutte e tre le cose insieme. Fu l’ispiratore ideologico e culturale, il tessitore politico che amalgamò le varie anime della Rivoluzione, il capo militare della stessa. La sua leadership fu talmente feconda che il gruppo dirigente ideologico-politico-militare riuscì a tenersi unito e a vincere la lunga guerra di indipendenza nel 1898.
Egli fu il primo ad avvertire il pericolo che il potente vicino lavorasse nel tentativo di sostituirsi alla dominazione spagnola.
Per questi motivi Martí fu e continua ad essere per Cuba un simbolo estremamente positivo. In lui dominò sempre il bisogno di difesa della propria identità ma non in una situazione di chiusura e di mancanza di dialogo.
Egli riuscì a creare un equilibrio fra il dialogo con i popoli (primi fra tutti gli spagnoli e gli statunitensi) e la difesa dell’identità nazionale cubana dal vecchio dominio coloniale spagnolo e dalle mire espansionistiche e neo-colonialiste del potente grande vicino: gli USA”. Il prof. Amato ha concluso sottolineando che “senza leggere il pensiero di Martí non si può conoscere Cuba”.

L’Ambasciatrice dott.ssa Maria de los Angeles Florez Prida ha ringraziato tutti e in particolare il prof. Amato, “principale artefice della Giornata”. Ha poi evidenziato la centralità della figura di Martí nella storia e nella cultura di Cuba e ha voluto citare alcuni dei versi che hanno fatto di lui “il più universale di tutti i cubani”:

“Io sono un uomo sincero/del paese dove cresce la palma (Cuba)/
e prima di morire voglio/i miei versi far sgorgare dall’anima.
Io vengo da ogni luogo/e verso ogni luogo vado/
Arte sono tra le arti/ tra le montagne, montagna sono.
Io voglio, quando morirò/ senza patria, ma senza padrone/
Avere sulla mia bandiera un mazzo/di fiori e una bandiera”.

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